Comunità Energetiche: FAQ e Informazioni Utili ROSE

Scopri le informazioni utili e le FAQ su Comunità Energetiche e ROSE il nostro software per la gestione delle Energy Community.

I protocolli per l’interoperabilità specifici in ambito Energy e Automation consentono il telecontrollo di risorse energetiche.

Il software è predisposto nativamente per dialogare con sistemi di terze parti sia in modalità sincrona che asincrona.

Interoperabilità Sincrona su HTTP 

  • REST 

  • SOAP 

Interoperabilità Sincrona con Protocolli Specifici in ambito Energy e Automation 

  • Modbus 

  • IEC 61850 

  • BACnet 

  • OPC-UA 

  • OpenADR 

Interoperabilità Asincrona su 

  • MQTT 

  • AMQP 

L’integrazione attraverso altri protocolli o sistemi di messagistica specifici è possibile ma richiede una valutazione del nostro team di esperti.

La soluzione ROSE per le comunità energetiche è in grado di comunicare con la maggior parte dei contatori presenti nel mercato. In particolare, la piattaforma utilizza dispositivi certificati per la connessione ai contatori 2G (Open Meter) tramite l’utilizzo della Chain2Full mentre per i contatori 1G si consiglia l’utilizzo di energy meter din già predisposti alla Chain2Full da aggiungere al quadro elettrico. 

La piattaforma ROSE utilizza un algoritmo personalizzabile per la ripartizione degli incentivi delle Comunità Energetiche in grado di valutare i comportamenti energetici dei membri e di conseguenza misurare il loro impatto sul bilanciamento delle comunità.  

Il software assegna una quota di produzione a ciascun partecipante. Quindi, con la mobile app e le missioni si incentivano i partecipanti a raggiungere il proprio consumo target determinato a priori una quota di incentivo da raggiungere. 

È possibile inserire e utilizzare anche altri algoritmi.  

Prima di tutto, una piattaforma di gestione delle comunità è utile per realizzare il monitoraggio energetico delle comunità. 

Quindi, installando dei meter e collegandoli al software è possibile monitorare consumi e produzione in tempo reale, abilitando il calcolo dell’autoconsumo della comunità in tempo reale, senza aspettare la valorizzazione a posteriori del GSE. 

Inoltre, una soluzione di gestione dell’energia consente non solo il monitoraggio ma anche la previsione di consumi e produzione e permette ottimizzare gli accumulatori per massimizzare l’autoconsumo, gestendo il tutto in modo trasparente e automatico. 

Pertanto aggregando risorse energetiche e comunità ROSE consente di creare viste aggregate per gestire il tutto in modo veloce e ottimizzato. 

Nel modello di funzionamento di ROSE l’engagement data-driven rappresenta  uno strumento per migliorare il coinvolgimento dei partecipanti di una comunità energetica utilizzando dati energetici e la gamification per incentivare l’adozione di comportamenti sostenibili con quiz, missioni e livelli..

Il software, infatti, per migliorare il bilanciamento delle comunità energetiche utilizza dati energetici e una mobile app per aiutare i membri delle comunità ad aumentare la consapevolezza dei propri consumi, migliorare l’autoconsumo e la percentuale di incentivo guadagnato. 

Innanzitutto, con ROSE si possono monitorare consumi e produzioni della comunità in tempo reale, visualizzando previsioni e ottimizzazioni suggerite attuando, eventualmente, comandi sulle risorse energetiche. 

Inoltre, è possibile valutare le performance di autoconsumo della comunità, gli incentivi generati ora per ora, e utilizzare un algoritmo per ridistribuzione dell’incentivo. 

Infine, grazie alla mobile app è possibile rendere disponibili i dati, in maniera semplificata, ai partecipanti della comunità condividendo giorno per giorno le loro performance. 

Le Comunità Energetiche, o Energy Community, sono insiemi di soggetti (persone fisiche, enti locali, aziende) situati nelle vicinanze degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che si riuniscono su base volontaria per produrre e consumare energia elettrica pulita, secondo i principi di autoconsumo e autosufficienza energetica. 

Per farlo, si dotano di impianti di produzione di energia rinnovabile, come impianti fotovoltaici o piccoli impianti eolici. 

L’obiettivo principale delle comunità energetiche è quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali alla comunità circostante, piuttosto che profitti finanziari. 

Il decreto legge 162/19 prevede diverse tipologie di configurazioni di comunità energetiche: le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e i Gruppi di Autoconsumatori Collettivi (AUC).

Come primo step per poter creare una comunità energetica rinnovabile (CER) i partecipanti devono costituirsi come soggetto giuridico.

I membri di una comunità possono essere persone fisiche, piccole e medie imprese (PMI), enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, a condizione che, per le imprese private, la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non costituisca l’attività commerciale e/o industriale principale.

Il principale requisito tecnico è che i membri della comunità devono essere titolari di punti di connessione alla rete elettrica (POD) di bassa tensione agganciate alla stessa cabina di media/bassa tensione.

Nel caso di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente (AUC), gli stessi devono trovarsi nello stesso edificio o condominio e non è necessario costituire un soggetto giuridico ad hoc.

Inoltre, ciascun impianto di produzione deve essere entrato in esercizio dall’1 marzo 2020 ed entro i sessanta giorni solari successivi alla data di entrata in vigore del recepimento della direttiva 2018/2001 con un limite di potenza massima si potenza massima di 200 kW

L’impianto di produzione di energia rinnovabile può essere gestito da un produttore parte del gruppo di autoconsumatori collettivi oppure da un soggetto terzo.

Inoltre, le comunità energetiche vengono incentivate sulla base di quanto stabilito dalla delibera ARERA 318/2020/R/eel e da decreto attuativo del MiSE sulla base dell’energia condivisa dai partecipanti.

Quindi l’energia condivisa è pari al valore minimo, in ciascun periodo orario, tra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti a fonti rinnovabili e l’energia elettrica prelevata dall’insieme dei clienti finali associati.

Ciascun membro dunque continuerà ad acquistare la sua energia liberamente tramite il proprio fornitore e la condivisione dell’energia verrà valorizzata a posteriori. I valori economici vengono riconosciuti dal GSE a seguito dell’accesso al servizio di incentivazione.

L’energia rinnovabile immessa in rete può essere ceduta con il ritiro dedicato del GSE o valorizzata sul mercato libero.

Il percorso di sviluppo della normativa sulle Energy Community e sull’autoconsumo collettivo inizia nel febbraio 2015 con la pubblicazione della “Energy Union Strategy”, una normativa che mirava a rafforzare e rendere più sicuro il servizio energetico europeo migliorando l’impatto ecologico e la competitività. 

Successivamente sono stati pubblicati dei pacchetti di misure come il “Clean Energy for all European Package” (CEP) iniziato nel 2016 e completato nel 2019. Con questo pacchetto l’Unione Europea ha chiarito l’indirizzo della politica energetica europea, fornendo un importante contributo per la strategia di lungo termine con normative che promuovono la transizione verso un sistema energetico decentralizzato, in cui i consumatori finali svolgono un ruolo attivo. 

Con questa normativa, per la prima volta, vengono introdotte anche le comunità energetiche.  

Le direttive più importanti che seguono il CEP sono state: 

  1. la Renewable Energy Directive 2018/2001 o RED II, pubblicata a dicembre 2018; 

  2. la Directive on common rules for the internal market for electricity 2019/944 o IEM, pubblicata a giugno 2019. 

La Direttiva RED II ha come scopo principale l’aumento della quota dell’energia prodotta da fonti rinnovabili nell’Unione Europea e affrontare il problema della povertà energetica. All’interno della RED II sono state definite con precisione le “Renewable Energy Community” (REC, Comunità di energia rinnovabile, CER) e i “jointly-acting renewable self-consumers” (autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, AUC). 

Invece, lo scopo della Direttiva IEM è quello di adattare il mercato elettrico europeo ai cambiamenti tecnologici e strutturali in atto. Le configurazioni introdotte si riferiscono solo alla produzione e scambio di energia elettrica e sono autorizzate a partecipare a servizi energetici come nuovi attori del mercato elettrico.  

Il recepimento delle due direttive da parte degli Stati membri dell’Unione Europea è obbligatorio.

Il limite per la RED II era stato fissato a giugno 2021 e il limite per la IEM a dicembre 2020. 

In ogni caso, le Direttive europee prevedono diversi “gradi di libertà” per gli Stati Membri. I principali sono: 

  1. la definizione del concetto di “prossimità” per le Comunità di Energia Rinnovabile; 

  2. la definizione dei ruoli dei membri e dei soggetti terzi riguardo proprietà e gestione degli impianti; 

  3. la possibilità di gestione della rete elettrica; 

  4. la definizione delle partite economiche connesse, con particolare riferimento agli oneri tariffari. 

 

L’Italia ha avviato il processo di recepimento della Direttiva RED II inserendo nel quadro normativo italiano le configurazioni introdotte a livello europeo. Il percorso è cominciato con il Decreto Milleproroghe, entrato in vigore a febbraio 2020 (convertito in legge a febbraio 2021), con cui sono state introdotte per la prima volta nella legislazione italiana le definizioni di “Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente” e le “Comunità di Energia Rinnovabile”, stabilendo la possibilità di creare comunità che scambino energia al fine dell’autoconsumo collettivo. 

Successivamente sono state pubblicate la Delibera ARERA 318/2020 (agosto 2020), il Decreto attuativo del MiSE (settembre 2020), che ha individuato la tariffa incentivante per la remunerazione dell’energia prodotta dagli impianti a rinnovabili distinguendo tra autoconsumo collettivo e comunità energetica rinnovabile, e le regole tecniche del GSE (dicembre 2020). 

Infine, altre misure importanti, in ambito della transizione ecologica, sono quelle contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato il 13 luglio 2021 con Decisione di esecuzione del Consiglio, che ha recepito la proposta di decisione della Commissione europea

Degli oltre 220 miliardi di investimenti totali previsti, 68,3 sono destinati alla Rivoluzione Verde e Transizione Ecologicain particolare più di 20 miliardi sono destinati alle energie rinnovabili, con gli obiettivi di incrementare la quota di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile (FER) nel sistema, -in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione – potenziare e digitalizzare le infrastrutture di rete per accogliere l’aumento di produzione da FER.

Con l’auspicio che, dopo la scadenza mancata per il recepimento della RED II, si acceleri per completare l’iter e dare così il via alla realizzazione su scala delle comunità energetiche. 

Non hai trovato quello che cercavi?

Nessun problema, scrivici le tue domande e i nostri esperti sapranno come aiutarti!